La tradizione salentina tra obbedienza e rinascita

La cultura salentina è alimentata da alcuni capisaldi della tradizione del posto che, reinterpretati secondo esigenze di estetizzazione moderna, sono oggi patrimonio di un bacino semantico in continuo divenire e che concorrono a impreziosire il contesto territoriale. La vita contadina, la masseria in Salento e la pizzica, sia come canto che come danza, la poetica della sottomissione all’invasore sono tutti elementi dalle forte tinte drammatiche e pervase di un senso di angoscia e sottomissione che oggi si stempera fino a dissolversi del tutto, trasformandosi in esaltante caratterizzazione socioculturale a cui inneggiare e attraverso cui identificare se stessi e la propria appartenenza.

Le dinamiche di vita contadina nel leccese sono state elemento principale di una intera ideologia geografica ben circoscritta; è all’interno della produzione dei campi, sia all’interno delle masserie fortificate e sia in campi aperti a cui era destinata una manodopera in continua crescita, si celebrava una vera e propria liturgia popolare, imbevuta di sfumature religiose non sempre introiettate in maniera spontanea nel tessuto simbolico di riferimento. L’idea della subordinazione femminile a quella maschile e di quella maschile a dio, l’accettazione di uno stato sociale reietto imposto fin dalla nascita, l’incapacità di andare oltre un destino prestabilito sono pilastri che nella realtà contadina assumono la forma di ataviche precondizioni ineludibili, a cui sottostare all’interno del circuito di riferimento, dove la campagna non sottende la semantica bucolica del locus amoenus virgiliano ma è spettro tirannico di un destino congelato sulle proprie convenzioni.  Le masserie che oggi inneggiano a un turismo altolocato e distinto, altro non erano che rifugio timoroso e fortificato contro le continue devastazioni del nemico proveniente dall’orizzonte adriatico, da cui giunsero per secoli le minacce orientali e che oggi sono valore aggiunto di un organismo territoriale dai mille volti inglobati in un unico, affascinante profilo multietnico. Allo stesso modo la pizzica, oggi celebrante inno di sfrenatezza, lussuria e abbandono all’istintualità, nasce come unica forma di divincolamento all’ordine precostituito e a cui la razionalità non avrebbe potuto porre barriere senza andare incontro alla pubblica disapprovazione.