impianti antincendio idranti

Tra gli impianti antincendio, gli idranti costituiscono una delle soluzioni più efficaci e semplici da gestire. Si tratta di apparecchi che consentono di erogare l’acqua, realizzati con un involucro munito di sportello sigillabile. Il modello di idrante più diffuso è quello a muro con tubazione di quarantacinque millimetri di diametro e lastra, a seconda dei casi, frangibile o infrangibile; in versione a incasso o da parete, contiene una tubazione che può essere appiattita, mentre le legature, vale a dire il dispositivo di fissaggio tra tubazione e raccordi, devono essere costruiti sulla base delle norme UNI 7422. Completano l’attrezzatura il rubinetto di alimentazione e una lancia che permette il frazionamento e l’intercettazione del getto. Le manichette possono avere una lunghezza massima di venti metri, anche se in alcuni casi sono ammessi altri valori, su indicazioni progettuali specifici.

 

La tubazione avvolta viene appoggiata su un supporto apposito a forma di sella, indicato come sella salva-manichetta, che serve a favorirne una conservazione migliore. Occorre precisare che esistono cassette la cui tubazione raggiunge un diametro di sette centimetri; in presenza di idranti sottosuolo, la colonnetta idrante – o collo di cigno – si aggiunge alla dotazione classica. Tra gli impianti antincendio, inoltre, non mancano gli idranti con cassette naspo, munite di specifici avvolgi-tubo che possono essere orientati a seconda delle esigenze. Il vantaggio più importante che tali strumenti garantiscono va individuato nella facilità di utilizzo, senza sottovalutare l’opportunità di srotolare unicamente la lunghezza che serve alla tubazione. D’altra parte, il rovescio della medaglia implica una portata idrica minore rispetto agli altri idranti. Poiché l’ingombro della cassetta risulta piuttosto imponente, è complicato impiegare le versioni da incasso.
I naspi sono caratterizzati dalla presenza di una lancia a tre effetti, che permette di alterare il getto d’acqua, frazionato o pieno, e quando necessario interrompere l’erogazione. Il comando, di norma, è a rotazione oppure a leva, mentre i differenti modelli consentono di ottenere prestazioni di gittata e portata differenti, superiori solitamente per le versioni a rotazione.