Il dominio spagnolo nel motociclismo

Due ruote e velocità, roba da spagnoli. La passione del paese iberico per le motociclette è nota da tempo, ma negli ultimi anni ha raggiunto un livello assolutamente rilevante anche in termini di risultati ottenuti in pista. Basti pensare all’albo d’oro dei campionati del mondo 2013 nelle varie categorie. Nella classe regina, la MotoGP, il podio della classifica iridata è stato addirittura tutto spagnolo. Campione del mondo è stato Marc Marquez, esordiente assoluto in categoria, eppure capace di mettere in fila tutti gli assi delle due ruote. Alle sue spalle, i connazionali Dani Pedrosa e Jorge Lorenzo, a sua volta campione nelle stagioni 2010 e 2012.

Prima degli exploit di Lorenzo, nessuno spagnolo si era mai laureato campione mondiale da quando era stata istituita la MotoGP. Non solo, ma nella classe 500 l’unico pilota ad ottenere l’alloro iridato era stato Àlex Crivillé nel 1999. Un’inversione di tendenza che come detto non riguarda soltanto la classe regina, ma anche le classi Moto2 e Moto3. Nella Moto2, in quattro anni dall’istituzione di questa categoria, gli spagnoli hanno trionfato per ben tre volte su quattro. Toni Elias nel 2010, lo stesso Marc Marquez nel 2012, e nella passata stagione è toccato a Pol Espargarò coprirsi di gloria, così come il primo classificato nel mondiale Moto3 è stato Maverick Vinales. Insomma, numeri impressionanti che lasciano presagire ad una sorta di dominio non destinato ad esaurirsi in poco tempo. Anche all’inizio della stagione 2014 nella MotoGP Marc Marquez ha ripreso da lì dove aveva lasciato, con due vittorie mozzafiato. La prima dopo un testa a testa esaltante con il nostro Valentino Rossi, la seconda davanti al solito Dani Pedrosa e ad un altro nostro connazionale, Andrea Dovizioso.

Il dominio spagnolo sembra spiegabile proprio partendo da quelli che sono gli insegnamenti della scuola italiana dei piloti di motociclismo. Una schiera di centauri che ha una solida tradizione ai bordi della riviera adriatica, tra il nord delle Marche e la Romagna. Analizzando i risultati del motomondiale su sportreview degli ultimi venti anni, viene naturale pensare che sia stata proprio l’Italia a cedere il testimone alla Spagna, come paese leader nelle due ruote. Prima del trionfo di Lorenzo, Valentino Rossi era stato per sette volte campione del mondo nei precedenti nove anni tra MotoGP e classe 500. Anche la classe 250 era stata altrettanto foriera di successi, anche se proprio dalle classe minori erano partite le avvisaglie per il dominio iberico attuale. Tra il 2009 ed il 2011, Simon, Marquez e Terol si erano aggiudicati il titolo 125, mentre nella 250, prima della vittoria del compianto Marco Simoncelli, tra il 2004 ed il 2007 si erano laureati campioni del mondo per due volte ciascuno proprio Dani Pedrosa e Jorge Lorenzo.

Negli ultimi dieci anni in particolare, la Spagna ha saputo finalmente catalizzare la passione di un popolo intero per le due ruote, valorizzando una generazione di ragazzi che le grandi case motociclistiche che dettano legge nella MotoGP come Honda e Yamaha, si sono letteralmente litigate. E le stelle di una volta, soprattutto quelle italiane, per ora stanno a guardare: e chissà per quanto la dinastia spagnola continuerà a dominare a livello mondiale.