La gastronomia salentina sul web: ricordi a portata di clic

Il lavoro non c’è, la gente parte. E lì rimane. Il turista arriva, apprende la realtà del luogo e la consuma in quell’istante, dimenticandosene al più presto. Il Salento è storicamente terra di passaggio; lo era durante la dominazione Romana, quando era finibus terrae, lingua di confine e di transito da e verso l’Oriente; lo era nel Medioevo sotto la denominazione di Terra d’Otranto; lo è stata nel ‘900, quando altro non era che landa desolata e priva di sbocchi, e lo è oggi, che i turisti guardano e poi passano e i residenti ricominciano un esodo che li porterà distanti da quella che è stata, e forse non sarà mai più, casa propria.

La poetica del distacco è quella che in un modo o in altro pervade il suolo salentino, ti seduce, ti conquista, ti abbandona o ti costringe ad abbonarlo.  Oggi, in questa società 2.0 (qualcuno sostiene si sia già entrati in quella successiva, del 3.0), si creano dei supporti per creare delle contromisure, per sublimare una nostalgia che pervade l’intero territorio. Oggi è almeno possibile avere con sé un pezzo di casa propria, stimolare i ricordi e le emozioni, affrontare la separazione con qualche arma in più. La nostalgia è strettamente connessa alla memoria; nulla, meglio dei sapori e delle fragranze che ci restano in testa, sanno donarci quei viaggi nei meandri del passato, e come novelli Proust assaggiamo una dolce madeleine perricordare ciò che era stato e che ora è distante nel tempo e nello spazio. Qui si torna al tema di base, quello del distacco, del Salento come terra che ammalia e che allontana. E il web, le tecnologie, la relativizzazione delle distanze. I prodotti tipici del Salento diventano merce acquistabile, un e-commerce e un clic di mouse sono i nuovi misuratori delle distanze, e se da una parte ciò significa trasformare in merce l’identità, dall’altra significa che la tradizione è ricchezza. Anche economica. Significa che un pezzo di Salento, e anche di sé, è sempre a nostra portata, non più solo di passaggio, che il gusto intenso dell’olio è fotografia dei paesaggi rurale del Tacco d’Italia, che un bicchiere di Negroamaro è il film di una storia secolare, che ogni tarallo che si spezza in bocca sa rievocare l’onda che si sferza sulla spiaggia, ovunque ci troviamo.